sS fideiiderarlmfehce Fama, che Cl vien da quell' opere , perle quali cagionando le colpealtrui , feguiriamo ad ac. crefcer le noi-tre ancordopo morte, cioe fino allora Chi, Elfl non poflianio pennrcene . Deploraua eglrpercio la dif igraziadi que celebri malf ayvedun Pittori , che avearr. fatte Pitture ofcene ; e molto piu deploraipza la propria" per quelle , _ch' egli avea fatte, un; pb troppo libere, e allertaf mci. GPiagneaainaramenI-efm penjfarcrfledereilava con un vivillimo pentimento: e cihiedendone perdono a? Dio; e agli Uomini protefiavafi , che {e le avefegvureijn fuae. mano , le avrebbe toRo rofio eicancellare , quanclolancora creduto aveiTe da quelle folepoterf egli trar-larffuaf g-IOf na- Qiella fua gloria {olamenre gliha fatto aver deinemici i Hanno eglino fatto ogni sforzo per ifcreditare iifuoi. Di! pinn, _e per impedire la {tra fortuna; mai tiellef Lor mor- moraziom , e delle lor Satire non {i emai egli prefo verun penfiero: ben conofcendo, chela infelice pailion- dell" invidia altro non pub niaifare , che fcopnr maggiolini ente colla malignita degl' invidiofi Il rne-rxto degl" mvidiati. Ne i maneggi" , che furon farti peifnmovere il Sommo Pon- teiice Ale andxro Settimo dalf accettarlo, e dichiararlo fuo Pittore , ne gliarfiliz; ufari per guaiiare le fuePittu. re , ne le voci fparfe per ciiminuir la fua _far_na_, han mai potuto , nonche fpignere il Cxgnam ad atri di rifentimen: t0 , trargli di bocca altre parole, fe non quelle z clf egl: dqfiderama rrowaryenjeri piiz torte]; fregia. Uomzm , -e ci? agi; fuolea bene amara a cbz dqiderafvafarglz del male. Con (enti- menri si degni ii e porifemprepiu guadagnare il Co: Carlo 1' efhmazione, e 1' amore degli Uomini onefli , e perfino de'medelimi fuoi nemici; i uali non han oilun amente _ (i P 8 potuto odiare una rara AVIIIU , che fia communemente, amata , ed applaudira , e che ricevendo fplendore da quelle cole QPPUIQTO; con cui di ofcurarla tentavaii , {appia la fieffa altrui maligmta convertire felicemente in propria gIGTIEL-f; i Nel-