Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
I coristi (diapasons) fonometrici per la precisione del temperamento armonico
Person:
Camiolo, Arcangelo
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/image/lit39340/8/
requisite essenziale ed innegabile per l’armonia di con¬ 
certo e costituendo l’unità di temperamento armonico 
si rende anche importante per ogni strumento, ehe i- 
solatamente eseguisce una melodia, come saremo a di- 
mostrare. 
II temperamento dando un suono medio omologo, ap- 
prossimativo dei due formanti rapporte o di semitono 
cromatico e di semitono diatonico, o di 2a mag. e di 
3a dim. ; o di 2a accres., e di 3a min. ecc., venne a 
menomare nelFarmonia quel hello, ehe dalla Creazione 
fu imposto nei rapporti veri dell’arcana legge diato- 
nica archetipa, intuitiva (1). 
Non potendosi a pratica d’orecchio, o come il signor 
Schiassi dice, (2) a tentone, pervenirp al temperamento 
(1) Egli è ben vero die il rapporto medio sia tollerato e per 
Funo crescente e per F altro calante dei due rapporti esatti, per¬ 
che negli esperimenti coi due tasti intermedii , F uno dei quali 
destinato al diesis e F altro al bemolle, come un tempo usavasi, 
i due rapporti alia loro volta si percepiscono più adequati, più 
naturali, più armonici die non nel sistema temperato. I due suoni 
non si possono scambiare F uno per F altro senza produrre una 
stonatura. II suono medio, dividendo la differenza dei due rapporti 
veri, ci rappresenta comunque scritto ora Funo ora F altro, secondo 
il nesso della percezione musicale, alla guisa stessa ehe un sino- 
nimo appresta all'intendimento umano ora F uno ora V altro dei 
due significati più proprio alla coordinazione delle idee cQmunicate. 
Dico comunque scritto , perche non seguendo la regolare prepa- 
razione, non si percepisce l'intervallo segnato, ma quello die si 
connette nelF animo nostro, poichè il rapporto è intellettivo e la 
ortografia deve subordinarsi alia legge diatonica. Amerigo Barbèri 
pretese il contrario, e venne a dirci ehe è nulla ogni regola di 
preparazione suggerita dai dotti cultori di musica, e ehe la diversa 
segnaturadel suono omologo non sia il perenne ricordo della transa- 
zione del diatonismo col temperamento, ma Feffetto della deficienza 
di un segno permanente, mancato alia immaginazione di Guido ! ? 
(2) Filippo Schiassi. Del temperamento per V accordatura d^el 
gravicembalo e âelVorgano. Dissertazione recitata nell’Accademia 
delle Scienze delhlstituto di Bologna 1832.
        

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