Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Vita Del Gran Pittore Cavalier Co: Carlo Cignani
Person:
Zanelli, Ippolito
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1698793
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1699342
viffm tanto , che avelTe potuto vederla. E per di; vero", 
3' egli e defiderabile di veder qui in terra qualche fembian- 
za delle cofe Celelli , non so , fe polfa fperarii di vederne 
una, che pifi della Cupola del Cignani poifa far concepir 
la grandezza, e lo fplendore della felice Citta di Dio . 
Parve, che tutto s' aprilfe il Paradifo allo fcoprirfi del 
gran Dipinto; tanto fu il lume, che fermo gli occhi di 
tutti, e tanto lo Ptupore, da cui rimafero tutti occupati. 
Non ii e mai Olfervato nelle pubbliche Funzioni prima. 
tanto filenzio , e poi tanto llrepito. Fu inefplicabile lo 
Rordimento dekiguardanti, einefplicabili pofcia furon_. 
gli Elogj fatti al Pittore. La fublimita del penfiero , 121- 
profondi ti! del difegno , la forza della efpreflione , la n0- 
vita , e proprieta delle attitudini, l" Aria de' Volti, la di- 
Ptribuzione , e prontezza delle Figure, la felicita degli 
fcorci, la grazia degli annodatnenti , 1' intelligenza della. 
Profpettiva , la vivacita del colorito , lo fpirito finalmen- 
te, la facilita, laleggiadria del Dipinto eran le cofe , che 
ii efaltavano con immenfe pubbliche lodi dagl" intendenti 
del? Arte , e che li efaltavano molto piii da' ProfeiTori col 
loto tacere, e col tornar frequentemente a contemplare. 
per lungo tempo quella Pittura . Al clefiderio, e al piace- 
re di rimirarla in quel giorno eguale in tutti fu quello di 
vederne 1' Autore  e veramente dilettevol cofa fu lo fcor- 
gere come ne' Forellieri non folo , che non 1' avean mai 
veduto , ma ne'Forlive{i Bzelli, che bene fpeilb il vedeva- 
no, avelTe la villa della Cupola accefa una brama si viva di 
vedere il Cignani , che ufciti del Tempio per tutto i] Cerca. 
vano , avidi di mirare allora allora Pafpetto di quel grand' 
Uomo , ch'avea concepita si bellaidea , e di tOCcar quelle 
mani , che nell'efprimerla eran giunte all' ultimo fegno , 
a Cui G polfa giugner coll' Arte . . 
Tali {incere dillintiflime dimoPcrazioni di Rima date al 
Conte Qarlo da que' Cittadini, e dagli Elleri eccitar0n0 la 
Rabbiam Certi invidioli , che gia con affanno conofcpva- 
i 1106 H
        

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