Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Vite De' Pittori, Scultori Ed Architetti Genovesi
Person:
Soprani, Raffaello Ratti, Carlo Guiseppe
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1538879
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1542402
ED" ARCHIT. GENOVESI. 317 
L' anno 16:7. nacque in Genova Pellegrino Piola, detto 
comunemente Pellegro, primogenito di Paolo Battißa, che 
era parente di confanguinirä cddue celebri Pittori, Gio.  
Francefco, e Gio. Gregorio Piola, de' quali addietro giä D, 
fcriHi. P2010 Batrißa non era di Profcflione Pittore: era_. Pl-jlnßßm 
perö di Pittura intelligenriilimo, e de'buoni quadri aHai mm" 
dilettavafi . Pellegro, che dal Padre, e dagli altri de1l' agna- 
zione erediraro avea il genio, e 1' abilitä alla Pittura, di- 
chiaroHi di voler eifer PIIÜOTC . Ei non contava piü del duc- 
decimo anno di {ua etä , quando fu confegxlato a Domenico 
Cappellino , Fotto ilquale Hudiö per 10 fpazio di cinque con 
acquißo di gran perizia: Profcffor novello, ma da ingelo- 
Tue i piü confumati .A Inventava, difegnava ,e coloriva con... 
nHäi buon gußo; e ogni giorno piü crefceva nelle finezze 
dell'Arte. Giä, era Maeßro in quel1' etä, in cui gli "altri 
cominciano ad effer difcepoli . Guida gli era il fuo bel ta- 
lenro, e compagne indivifibili 1' oüervazioxae, e 1' afBdueL. 
farica . Col fuo illuminato "difcernimento conofceva gli ec- 
cellenri efemplari , e queüi avea fempre dinanzi; ne giam- 
mai dal1' imitazion loro appartavafi. Quindi {eppe dafpiü 
bei quadri coglierne il piü bel Hore, e rrasferirlo ne1le__, 
Operine, che andava per fuo efercizio facendo, direrte alle: 
perfezione, alla quale afpirava il generofo fuo cuore: eben  
cra per confeguirla . 
Fra gli Autori , ch' egli s' avea propoPci per norma, unQ 
era iI Parmigianixlo, Ie cui maniere tanto efattaunente imi- 
tava, ehe pareva aveiTe di quel grand'u01no ereditzlta-  
mano . Ma ecco intanto fcagliazrii contro a1 noFrro buon Pel- 
legro Tinvidia . Alcuni Pitrori , indotti da si defonne , e ma- 
ligno moftro , ufcirono apertaxnente in campo a fchernirc, , 
e pungere il bravo Giovane. Dicevano: che Genava dovea 
Mllßgrarß di poßädere anolfeßh il fuo Parmigianino: che di 
quelle novello Parmigianino tutm la gloria conjijleva in m- 
(MWE dalle ßampe, e dafdzjägni deLFanzico, e appropriarfeli: 
Chi" e" un bel comparire a forza d" inganno , vefieizdqß delle al- 
trui jjwglie. Con si fatri morteggi tentavano di trafiggcrlo, 
e fcredirarlo .
        

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