Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Vite De' Pittori, Scultori Ed Architetti Genovesi
Person:
Soprani, Raffaello Ratti, Carlo Guiseppe
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1538879
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1540836
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VITE 
DER 
SCULT; 
entro una Hanza del fuo palazzo ütuato ful Quirinale  
I1 Cardinal Giuüiniazmo gli commife 1a tavola di S. Vincenzio 
 Ferrerio per 1a cappella , che quePco Eminentimmo 5' QVCQ. fatfo 
D, alzare nella Chiefa di S. Maria fogmMinßrva (b) _ L3 Prefata 
ämwmßo tavola incontrö tanto applaufo, c e i Deputati allg Ren Fab- 
usmu" brica di S. Pietro chiamarono 1'Aut0re adipingere um dellc 
tavole di quella Baülica; non oßante che a ta1' Onore afpirafl 
fero alcuni dcäpiü inflgni Pittori di quel tempo , come An- 
nibale Caracci protetto dal Cardinal Farnefe; (c) il Caravaggio 
  favorito dal Cardinal Monti; e 1' Arpinate benvoluto da molti, 
m19. per 1a troppa lentezza del {uo operare rigerraro da tutti. 
Accintofi il Caüello alla degna imprefa , ßgutö in que- 
Pca tavola San Pietro, quando fu chiamato fulla riva del 
mare di Galilea dal fuo Divino Maeüro: e in ariavi colori 
una gloria d' Angioli Pzanti in attenzione dcl_ fatto. La bele 
lezza di quePU Opera; convien arguire, che ioiTe aITai grärß 
de; perciocchä Vedutaß un giorno _dal Cav. Pomarancio , men- 
tre non eraü ancora efpoüa, ne nmafe ammirato per modo, 
che , parlandone con certi Signori Romani , efclamö . Per mia 
fEa, che queßo Genovefia wuol fare il cliavolo, ed uguagliara, 
quanti banno fatto ßn 9m mvole in San Pietro; ed io 12' ho 
fiampre temuto: tanto pzü ehe egli fe n' ä ßato fempre quieto, 
hed ä venuto molto arditamente, jänza mofirar apprßaqfione da" 
tanti famoji Pittori , clwe pur qui fofw . xGrande fu 1' onorb, 
che per quePca bellifüma tavola i] nporto dal CaPcello, a_.l cui 
mcnto 
(a) Queßo Palazzo giä; de! Duca Altemps_ ful Qgxrmale 11011 faprei qual fofih. 
a1 prefente. So bene , che {T0110 alcum lavon a frefco de! Caüello in um, 
üanza del Palazzo Ponrificio a Montecqvallo (ed appunto in quella Contigua 
alla dipinlta dal Lanfranco) elptirQCQtl jiorie facrc . 
 (ggh ravola perö non 2: delle njxghonbdel Cafcello , e 1a compolizione in 
parucolare fente alquanto dello {hle an_nco.   
(e) Non {i ha_da_glcuna del_le_ vlte d" Annlbale ,Caracc_l f;1'1_tte d; piü Autori; 
ch' egli mal afplraiTe a dxpmger tavole per l_a Baiihca d1 S. Pzezro , nE: che 
i1 Card. Odoardo Farnefe a coteüo effetto s' mgpegnaffß . La Reifa ccfo. dico 
del Caravaggio. I1 Cav. cP Arpino poi fra queßnge fu 1' unico, che colä di- 
pingeffe: m3 1a mvola da lui dipinta piü 1_1on v{ ü Vedc . Ella fu 1a prima 
tavola , che com ariife nel grau T empio Q1 S. Pletro lavorata a nwufaico da! 
Calandra. In eiga era rapprefenrato S. Mxchelea cheabbatte Lucifezro. Ma 
1' anno 1760. fu tolta via; e in vece d' eiTa , C011 cambio 1110110 migliol-e 9 
vi fu poßo um: altro mufaico cavaw da v11a_ fglvola dello {ießb argomenw 
dipinra da Guldo Reno 1 1a quäle qüüe "C111 Qhlefa de' Ca puccini della me- 
deünm citrä  Queiia tavola ncoprßiü egrßglanuenze C111 änimmq bulintl di 
Gißcopo Frey 3
        

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