Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1447075
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1447793
ää 
45 
X 
tori 
110D 
si 
dimenticarono 
mai 
unirlo 
colla 
Bel- 
lezza . 
Le idee di-Raffaello sono di poco superiori agli 
ogggtti,_ch,ei vcdeva nella Natura , nä sono moito 
squisite. Annibale era bello ne, corpi degli uomini; 
1' Albano nelle Egure delle donne ; Guido Reni nelle 
teste dielle medesime, piü perö per le forme, che 
P61 modo. 
11,2 
ZIOS 
La Grazia ä una parola equivalente a beneficenza, 
donde viene, che gli oggetti, che ci sembrano gra- 
ziosi, son quelli, che colla lorow apparenza ci danno 
idea di questa qualitä. -In questo stile debbono aver 
le figure movirnenti moderati, facili, amorosi, e piü 
umili chc arroganti. Nelfesecuzione non si ha da 
traxtare con molta forza , e deve esser anche facile, 
soave, e" variato, senza minuzfe. 
Questa fu 1a parte, che' i Greciconfessarono esse- 
re stata posseduta da Apelle in grado superiore ; e 
benchä quelFArtista fosse molto modesto si gloriava. 
egli medesimo di pogsederla , dicendo con ingenuitäx", 
che altri 10 sorpassavano in alcune parti , ma che 
egli Ii vinceva nella Grazia. Uidea, che gli Antichi 
aveäno della Grazia, era ben diversa da quella, che 
116 äbbiamo attualmente noi; poichäa paragone di 
quelle. la nostra ä una spezie di affettazione, che ngm 
 Pu
        

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