Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1447075
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1449854
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nee, secondo il diverse modo, con cui si usano , e 
11 luggo , che occupano, hanno diversa significazione . 
Si potrebbero dire molte cose se si volesse parlare 
di tutti i casi , ne" quali si richiede una particolar 
osservazione in ciascuna forma, e di tutto quelle , 
ehe occorre nella Pittura; io perö mi contenterö di 
ricordare, che si evitino gli scorcj, spezialmente ne- 
gli oggetti belli, i quali non sofYrono quelPalterazio- 
ne di forme, che produce lo scorcio, perchä un mem- 
bro, o una parte in iscorcio ä soggetta ad un punto 
di vista; e dacchä si esce da quel punto compariscc 
falso, o deformato. '  
III. 
Chinroscuro ; 
LA parte della Pittura, che si chiamaChiaroscuro, 
o per meglio dire 1' arte de' lumi e delle ombre, E: 
di due maniere, come tutte le altre parci della Pit- 
tura; cioe una necessaria, e semplicemente vera, e 
1' altra verisimile , o ideale . Prima perö di parlare 
dßlle regole particolari del Chiaroscuro giova -fare le 
seguenti osservazioni. I. Se non vi fosse luce , tut- 
te 1c cose corporee sarebbero tenebrose . II. Uaria 
e una massa frammista di corpi cstranei. III. La lu- 
CC Cildendo S11 d'un corpo risale ein su, e fa quelle, 
che si chiama riHessione, o riverbcrazione; e quCSIO 
SUCCC"
        

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