Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1447075
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1447479
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I3 
X 
diamo le Statue antiche colle teste de? Ritratti, e 
li corpi nella piü elegante proporzione, che forse non 
avea tal persona; ed Alessalndro dipinto da Apelle 
col folgore in mano, avrä avuto il volto di Alessan- 
dro; ma non la sua Ügura. 
13. Per quanto io äxbbia osservato le Teste anti- 
che, queste hanno sempre gli occhi men lunghi che 
le buone Teste moderne; ma bensi 1a grandiositä lo- 
ro consiste nella forma, nel raglio, e nellfesatta in- 
cassatura, secondo il vero bello. 
I4. Ben lungi che le ossa, che circondano 1' oc- 
chio, debbano essere grandi: questa dottrina sarebbe 
anzi pcricolosa; mentre gli Antichi hanno il giugale 
sempre piuttosto poco rilevato, per non islargar 1a. 
faccia , e renderla triangolare. 
15. 11 termine di Scorcio appartiene alla Pittura, 
e non ha luogo nella Scultura, se non fosse , che si 
volesse dire lo scorciamento de' muscoli nella contra- 
zione 10m, e 
un membro. 
il 
conseguente 
eHetto 
di 
piegature 
dellc 
16. Potrei chiedere un poco d'indu1genza pexii 
Moderni ; poichä non ä necessario biasimarci per 
lodare gli Antichi, ai quali forse nella viva espres- 
sione si potrebbe dire essere superiori alcuni Mo- 
derni. 
I7. Pate, che si faccia gran torto a Lionardo, a 
MiChßlangelo, a Raffaello, ad Andrea de! Sarto, a! 
Tiziano, a Correggio, a Paolo, e a tanti altri quan- 
do
        

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