Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1447075
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1448646
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sare Pattenzione; come vediamo, che {in le Nazioni 
barbare mettono in tutti i loro mobili macchie, C0. 
101i, e ügure, benche senza gusto, e senza ragione: 
si vede perö, ch'e inseparabile-dal1'anima1e ragione- 
vole il far le cose con qualche idea. 
 Se rimontiamo ai principj della Storia delP Archi. 
tettura troviamo, clfella nacque in Orißnte con idee 
di monti, e di Vcolli, ammucchiando gli uomini pie. 
tre, e terra per coprirsi , e pretendendo nello stesso 
tempo competere colla Natura. Le vastissime mura- 
glie fatte ne' primi tempi, non sono che-colline per 
chiudere una porziene di Popolo, e formavano qüel. 
le immense Cittä , delle quali parla Ia Storia; e la 
Torre di Babilonia era una vera montagna . 
Le Piramidi, e le altre ruine , che ancora si mi- 
rano in Egitto, ci presentano le stesse idee. GliEgi- 
z] inventarono molto prima de" Greci 1' uso delle fi- 
gure umane, o degli animali, per sostenere gli edi- 
52), animando per cosi dire que' sassi, che dovean 
reggere parte della fabbrica. La forma delle loro co. 
lonne non ha alcuna eleganza, e forse non le usaro- 
no Suche non vi furono note le cose de'Greci. Ne. 
glivaltri ediüzj deIFASia della piü rimota antichitä 
non si scuopr: ncppure la minima eleganza, e si puö 
dire, che non vi fosse Architettura, ma soltanto ar. 
te di. fabbricare. ' 
I Greci deIPAsia Minore furono 
dem forma all" Arte introducendo 
i primi, ehe die- 
la bellezza nelle 
Fabbri-
        

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