Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1447075
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1448339
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i Greci, questi al contrario colfamenitä de! loro ge- 
nio, colla soavitä delle maniere , e colla bellezza del- 
le loro Opere sqggiogarono , per cosi dire , le teste 
de" Romani, i quali subito che conobbero 1a Gre- 
cia si confessarono barbari , chiamando quelle Arti, 
e quegliArtisti in Italia, e impegnandosi a colcivare 
le invenzioni de' loro vinti. 
Consideriamo ora quello, che una stessa cosa pro- 
duce in diverse Nazioni secondo i suoi principj , 
e costumi. I Romani, i quali non erano che Sol- 
dati, cd Oratori, e punto Filosofi , appena incomin- 
ciarono ad abbanclonare le _Ioro rustiche , ed aspre 
maniere, caddero nella rilassatezza de! lusso eccessi- 
v0, c confusero 1' idca del bello con quella del ric- 
co , persuadendosi , come {anno anche attualmente. 
molti, che tutto quelchc piace sia bello; e con que- 
sto principio si eressero arbitri di giudicar di tutto 
senza Scienza , e senza cognizione delfessenza delle 
cose. I Romani ebbero pochi Artisti in proporzio- 
ne de' Greci, e comunemente servivansi di questi ; 
ma fccero gran danno alle Arti colfimpiegarvi de- 
gli Schiavi, e colla ignoranza , con cuf giudicavano 
delle Opere . La Gracia, malgrado il suo abbassa- 
memo, 81' piü piccolo atomo di libcrtä, o di felici- 
{ä Si Yavvivava; e quando ünalmente dovä cede- 
T6 le ATÜ a1 corso, e alle vicende dellc cose Uma- 
ne, non le perdä interamente, nä 1c vide rovinate 
finchä {u invßsa , e oppressa dalla barbara, e fem- 
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