Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1442726
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1446651
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Antichi Greci, ne conobbero la Bellezza; onde furo- 
no puri imitatori della Natura, senza saper nemme- 
no scegliere il suo bello . Nondimeno credettero d' 
aver toccato l'apice della perfezione , perche posse- 
devano la parte piu. necessaria dell'Arte; ma erano 
ben lontani dalla pan nobile. Simpegnaronoa segui. 
re la verita senza curarsi della Bellezza, e nemmcnc 
conobbero la superiorita della Scuola Italiana d' allo. 
ra, la quale di nuovo era quasi risuscitata per mez- 
zo de' Caracci, quando l'Italia riposo un poco da1l' 
infelice stato, in cui 1' aveano tormentata le guerre 
di Carlo Quinto, e di Francesco Primo. 
Filippo Quarto onoro moltissimo la Pittura nella 
persona di Don Diego Velasquez; ma non prese il 
buon cammino per perfezionarla, poiche sebben fa- 
cesse modellare in Roma alcune delle migliori Sta- 
tue antiche, le si andarono a seppellire nel Palazzo 
di Madrid, dove niuno seppe, ne pote approfittarse- 
ne. Carlo Secondo penso far grandiPitture nell'Escu- 
riale, e a Madrid; ma siccome niuno dei suoi Vas- 
salli sapeva il maneggio del fresco, che era loro igno- 
to si per mancanza d'occasione , si per essersi atte- 
nuti al semplice studio del? imitazione , si vide ob- 
bligato quel Monarca a trarre dall'Italia Luca Gior- 
dano. La fortuna, liapplauso , e la facilita nel di- 
pingere di quel famoso Napoletano mosse molti Spa- 
gnuoli ad imitarlo: ma siccome Pabilita di Giordano 
proveniva dalla pratica , acquistata colf imitare i 
 Mae-
        

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