Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1442726
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1445871
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X 
il Pittore e in arbitrio di farle, o non farle ; come 
succede quando si vuole, che una meta di una {igu- 
ra sia illuminata solamente , si suol mettergliene a 
canto unialtra, che 1a privi di una parte di luce; e 
siccome tali cose sono arbitrarie,si chiamano per cio 
Accidenti. Raffaello dunque non intese questa par. 
te, ne ebbe del Chiaroscuro che quello, che dona 
da se la pura degradazione ; e quasi mi persuado, 
che rnoite volte ci si contentava di mettere in mo- 
dello una sola parte de" suoi Quadri , perchE: 
veggono frequenti errori di Chiaroscuro. 
vi 
si 
III. 
Del 
Colorito 
di 
Rnfaella . 
NoN ebbe Raffaello nel Colorito quegli esemplari, 
che trovo nel Disegno , e fu percio costretto inco- 
minciare dall, imitare debolmente la Natura , come 
accadde ai Pittori, che 1o precederono; e avend0 da 
principio dipinto a fresco, non pote imitar nemme- 
no esattamente Ia verita. Lo stesso avvenne a Cor- 
reggio, il quale ne" suoi freschi non a si vario, ne 
si trasparente come ne' suoi Quadri adi olio, e non 
vi resta del suo proprio stile che la grazia, e il bel 
Chiaroscuro. Tiziano non pote avere alcuna varieti 
in questa maniera di dipingere; e se taluno volesse 
sostenere il contrario , io gli potrei dimosciare, che 
 1D
        

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