Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1442726
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1445436
916' 
TIO 
X 
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La PiCCiOiQ apertura delle PUPHIQ E per dOVe 311. 
trano tutti iraggi della luce, Che rimandano gli 0g. 
getti; e siccome , se l'oggetto e maggiore di detta 
xapertura, UOH POSSONO entrare l faggi Senz, incfggig- 
chiarsi, e d'uopo, che -quelli, che vengono dalfin- 
giu si rappresentino nella parte superiore della reti- 
na; e quelli, che vengono dall" alto , 5' imprimano 
a basso . Il tatto rimedia anche a questo incgnve. 
' niente insegnandoci la vera situazione degli oggetti. 
Cosicche, sebbene vediamo gli oggetti doppj, -e alla 
rovescia , dimmaginiamo tuttavia di vederli real- 
mente semplici, e dritti, e ci persuadiamo, che que- 
sta sensazione , la quale e un giudizio dell'anima 
istruita dal tatto, sia una apprensione reale prodotta 
dalla vista. 
Tutto questo a cosl chiaro, che non ha bisogno 
di ulterioxji pruove. Sopra di cio dunque io fondo il 
mio sistema riguardo la pena, che ci cagiona la vi- 
sta degli oggetti troppo piccoli. Ogni oggetto imag- 
giore dell'apertura della pupilla si rappresenta al ro- 
vescio nella retina, e 1' anima; non ostante lo giudi- 
ca dritto . L'abito contratto di giudicare cosi non 
si pub mutare seni un altro abito egualmente costan- 
te del contrario; il che alle persone adulte" costerebf 
be molto tempo , e fatica . Supposto dunque , che 
un oggetto sia minore della detta apertura della pu- 
pilla, deve legittimamente seguire  che la sua 41121- 
maginewi entrar). diritta,- perche le linee , che for- 
 mana
        

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