Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1442726
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1445275
Della 
dijjfercnza tra la Bellezza, 
ed il Piacevole. 
L. piacevole non e di sua natura bello , banche; il 
bello sia per lo pih piacevole. Cib, che piace ad 
uno, non sempre piace a tutti, ne": talvolta allo stes. 
so in diversi tempi; e questo proviene dall'essere il 
Gusto un effetto, che ricevono i sensi, e non la ra- 
gione; ne ve cosa si imperfetta, che non possa piaf 
cere a qualcheduno. ' 
De" Gusti non 8' da dispurarsi, dice 1' assioma ge- 
nerale. Se con cio siintende, che chi dice gustar di 
una cosa effettivamente la gusta , la proposizione e 
incontrastabile; ma se al contrario si vuol intende- 
re , che ogni Gusto e buono, niente e di pil) falso. 
Una Donna, che mangi gesso, terra, o altre ma- 
terie simili, vi ha senza dubbio il suo Gusto; ma 
un gusto depravatcnt. MI de la Motte, cui piacevan 
pifi gli scarabocchi del Ponte nuovo di Parigi, che 
i Quadri di Raffaello, zwea uni gusto da vera bestia. 
Chi dice, che una cosa gli piace piil di un, altra  
non e obbligato addurne ragione ; ma se sostiene ,c 
che questo e piix bello di quello, e obbligato dirne 
il perche. Vi sariz taluno  cui piacciono pia) i versi 
di Lucano di quelli di Virgilio , e. costui nQnf 53;; 
che ridicolo; ma se egli dice, che i primi sono piii 
 belli:
        

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