Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
Person:
Mengs, Antonio Raffaello Azara, Giuseppe Niccola/d'
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1442726
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1445127
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come i Modelli, di cui ho parlato , sono stati gli 
tante e tante volte imitati, senza. che alcuno abbia 
potuto giungere a superarli, egli e percib una veri- 
ti: evidente , che questi tre gran Maestri avevano 
preso il giusto sentiero della perfezione, e percib mi 
sono servito idi loro per esempi, -ed ho mostrata la 
maniera di conoscerli, e cfimitarli. Chi lavorerh di- 
ligentemente col senno, e colla mano, riflettendo se- 
riamente su cio che ho detto , avrh un giorno a glo- 
riarsi della sua fatica, e conseguire il Buongusto. 
 
MENGS diceva, e diceva bene , che gli Antichi 
mettevano nelle loro composizioni poche figure, af- 
finche le bellezze ne fossero piu comprensibili e piv) 
patenti; e chei Moderni riempiono i loro quadri di 
quante piu ne possono, acciocche se ne discernanti 
meno i difetti. La Scuola Cprtonesca , e la sua al-s 
lieva la Napoletana ( che sono ora le regnanti in 
Italia ) hanno per principio nelle loro composizioni 
il riempiere di figure e di oggetti un grande spazio, 
e non lasciarvi niente di campo vuoto. Non si cu- 
rano, che niente signinchino, e, che confondano la 
C0mposizione: basta che le attitudini e i colori si 
COUUaSIiHO , e facciano quello che esse chiamano 
effetto; cosi che non e 1' espressione , ne Pigiea , ma 
lo spazio che hanno da riempiere, cio che principal- 
mente occupa le loro teste . Io ho veduto visi verdi 
e az-X
        

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