Bauhaus-Universität Weimar

Titel:
Donatello, seine Zeit und Schule
Person:
Semper, Hans
Persistente ID:
urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1406498
PURL:
https://digitalesammlungen.uni-weimar.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:gbv:wim2-g-1409594
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QUELLEN-ANGABEN. 
„Agli Accademici Alterati: Non sono adunque le bassezze le 
proprietä da' nobili e dall" uso approvate, ma forze e nervi: nä 
Omero e Dante le schifano ne' loro poemi altissimi ne' luoghi 
ove operano gagliardamente.'A' luoghi dunque bisogna aver 
gli occhi: cosi ebbe Donatello nel famoso Zuccone del 
nostro campanile del Duomo, nel fargli gli occhi: che di lassü 
paion cavati colla vanga: che se gli scolpiva di terra la ügura 
parrebbe cieca: perche la lontananza si mangia la dili- 
genzia. E una sprezzatura magnanima avviva il concetto, e non 
Pabbassa, ritraendo per esempio una granäira, disonestägsedizione 
o furia con parole non misurate ma versate. Ne anche la ru- 
stichezza de'bozzi ne" gran" palagi scema anzi accresce 
la maestä." 
106) Vasari's Worte sind: 
„E dalla parte della canonica sopra la porta del campanilß 
fece uno Abraam che vuol sacrificare Isac ed un altro pro- 
feta, le quali Hgure furono messe in mezzo a due altre Statue." 
und im Leben des Niccolö d'Arezzo: 
"Finalmente essendo dopo molte fatiche riuscito Niccolö assai 
buono scultore gli furono fatte fare dagli operai di S. Maria del 
Fiore per lo campanile due statue, le quali essendo in qucllo posto 
verso la Canonica, rnettono in mezzo quelle che fece poi Donato; 
e furono tenute per non si essere veduto di tondo rilicvo meglio, 
ragionevoli." 
107) Siehe Anhang, Rcgesten Donatellds, 39, 40, 4.2. 
'03) Ueber Giovanni di Bartolo siehe Anhang, Regcstcn Donatellds, 
sowie Vasari, Lemonnier lll. 250, N. 3. 
109) Die Stelle im Briefe Poggids lautet: 
"Ego etiam hic aliquid habeo quod in patriam portabitur. 
Donatellus vidit et summe laudavit." 
Ueber die Statuen des Gianozzo, Manetti und Poggio siehe: Richa, le 
chiese di Firenze; Recanati "Poggii vita". Venet. 1715. Einleitung. 
Sed Pogii gloriae statua quoque consultum est, eaque et prae- 
terea multis Metropolitanae ecclesiae Sanctae Mariae a Flore ex- 
terna facies quae in Marcellorum vias spectat, ornata est. Illic diu 
permansit, donec Francisco Magno Etruriae Duci veterem eccle- 
siae faciem in meliorem formam redigere in animo fuit anno MDLX 
sed cum res nescio quonam fato ex voto non cessisset, veteri 
spoliata est decore, nec novo aucta (sepultuarium v. Stefano Ro- 
selli). Marmoreis vero figuris varia sors contigit. Quatuor 
Evangelistarum signa Dionati opus iin ea quae propius distant ab 
ara maxima sacella translata sunt. (Wir wissen, dass nur eine 
davon Donatellds Werk ist.) Quae Davidis et Ezechiae pro- 
phetarum fuerant, facta sunt duorum Apostolorum si- 
mulacra inter eas, quae ad latera sunt, januas collo- 
cata. Simili sed magis mira mutatione factum est, ut item in duo-
        

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